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Usa-Pakistan

Clinton in Pakistan, rassicura Paese su intenzioni Usa

Washington vuole restare nel Paese sul lungo termine
Clinton e il ministro degli esteri pakistano Shah Mehmood Qureshi

Hillary Clinton ha iniziato la sua seconda visita in nove mesi in Pakistan, nella speranza di convincere questo cruciale alleato nella lotta contro il fondamentalismo islamico in cui gli Stati Uniti sono impegnati a lungo termine nella regione. Il segretario di stato americano vuole parlare di sicurezza e annuncerà una serie di piani per sviluppare l'adduzione di acqua e di energia, due settori disastrati in questo Paese povero e instabile di 162 milioni di abitanti. E' successivamente attesa, martedì, alla conferenza dei donatori per l'Afghanistan a Kabul.

L'entourage della Clinton ha elogiato a inizio visita l'espansione e il miglioramento di una relazione bilaterale a lungo caratterizzata da una sfiducia reciproca. Da parte pachistana, il ministero degli Esteri ha salutato ieri una visita che "aiuterà a dare maggior slancio" alle relazioni bilaterali, che i due Paesi vogliono allargare.

Clinton ha in agenda un colloquio questa sera con il primo ministro Yousaf Raza Gilani, prima di cenare con il presidente Asif Ali Zardari. Deve partecipare domani a una sessione del "dialogo strategico" tra Washington e Islamabad.
"L'accelerazione" del dialogo strategico "produce un cambiamento nell'atteggiamento pachistano, prima da parte del governo e, più gradualmente e lentamente, nell'ambito dell'opinione" pubblica, ha ritenuto Richard Holbrooke, emissario americano per l'Afghanistan e il Pakistan. Questi progressi, ha aggiunto, "ci permettono di avanzare sull'antiterrorismo e il lavoro comune nelle zone tribali", santuari di al Qaida e dei talebani che incalzano le forze internazionali in Afghanistan.

Secondo un alto responsabile americano, Washington trarrebbe in particolare vantaggio da conversazioni più frequenti con il potente capo di stato maggiore dell'esercito pachistano, il generale Ashfaq Kayani. Secondo questa fonte, i colloqui consentono "progressi lenti ma tangibili" sul caso della rete talebana Haqqani, spauracchio della coalizione, ma considerata vicina ai servizi di intelligence pachistani.

Il viaggio del segretario di stato fa seguito alla precedente visita - caratterizzata da un grande risalto mediatico - nell'ottobre 2009 e al primo "dialogo strategico" tra i due Paesi, a marzo a Washington. Gli investimenti americani in Pakistan provengono dalla legge Kerry-Lugar, votata nello scorso autunno, e che assegna al Paese un'assistenza record di 7,5 miliardi di dollari su cinque anni. Secondo gli analisti, tanto l'Afghanistan quanto il Pakistan sono però preoccupati dalla scadenza della prima fase del ritiro delle truppe statunitensi dall'Afghanistan nell'estate 2011, che era stata fissata nel dicembre scorso dal presidente americano Barack Obama.

Gli Stati Uniti avevano fortemente aumentato la loro presenza in Pakistan negli anni Ottanta, al momento dell'invasione sovietica dell'Afghanistan, prima di trascurare il Paese nel 1989, quando queste truppe rientrarono a Mosca. "Siamo impegnati sul lungo termine non faremo ciò che abbiamo fatto in passato", ha promesso Rajiv Shah - il capo dell'Usaid, l'agenzia federale americana per lo sviluppo - ai giornalisti al seguito di Hillary Clinton.

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Stefania Arcudi
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