La consolidata collaborazione tra Harvey Pekar, figura chiave del movimento fumettistico americano morto lo scorso 12 luglio, e l'illustratrice Tara Siebel, dovrebbe produrre un'ultima opera. Siebel ha annunciato di voler svelare il frutto dell'ultimo lavoro dei due artisti alla "Graphic Details: Confessional Comics by Jewish Women", una mostra che sarà inaugurata il primo ottobre al Cartoon Art Museum di San Francisco. Pekar stava lavorando con Siebel su un saggio illustrato prima di scomparire improvvisamente nella notte tra l'11 ed il 12 luglio. I due avevano consolidato il loro rapporto pubblicando le proprie opere su riviste come The Cleveland Free Times, The Austin Chronicle, The Jewish Review of Books e Newcity.com.
Il saggio illustrato di Siebel è soltanto uno dei lavori di Pekar che saranno pubblicati postumi. E' infatti prevista la pubblicazione di altre storie che l'autore aveva scritto per il Pekar Project, un fumetto pubblicato su internet che si avvale della collaborazione di Siebel stessa oltre che di artisti come Joseph Remnant, Rick Parker e Sean Pryor. Nel 2011 è inoltre prevista la pubblicazione di una novella grafica, 'Cleveland', illustrata dallo stesso Remnant.
Harvey Lawrence Pekar oltre ad essere autore, era anche un critico musicale. E' grazie alla comune passione per il jazz che nacque la fruttuosa collaborazione tra Pekar e Robert Crumb, l'altra figura di riferimento dell'american underground comic book movement. I due diedero vita nel 1976 ad 'American Splendor', il piu' celebre dei progetti di Pekar che si avvalse, nel corso degli anni, della matita dei migliori artisti di fumetti americani quali Gary Drumm, Spain Rodriguez, Joe Zabel, Gerry Shamray, Joe Sacco oltre, ovviamente, allo stesso Crumb.
"American Splendor" narra la vita quotidiana dello stesso Pekar, illustrando le diverse situazioni che l'autore doveva fronteggiare lavorando come impiegato e come persona comune. Pekar, unico protagonista del fumetto, era raffigurato come una persona frenetica e, fondamentalmente, triste. L'onestà intellettuale ed il taglio con cui venivano lette le diverse situazioni fece sì che Pekar fosse associato ad autori come Dostoevskij e Chekhov. Il suo contributo alla fumettistica ha consentito l'innalzamento del genere e la sua accettazione come forma d'arte convenzionale.
Nel 2003, dalle storie di "American Splendor" fu tratto anche un film omonimo. Diretto da Robert Pulcini e Shari Springer Berman, il film vedeva l'attore Paul Giamatti nei panni di Pekar e vinse il Grand Jury Prize al Sundance festival.

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