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New York invasa dai bed bugs, Bloomberg avvia piano contenimento

Un newyorkese su 15 li ha avuti in casa l'anno scorso

Per mesi sono invisibili, piccole presenze che proliferano segretamente in angoli oscuri. Poi arrivano i primi segnali: strane macchie di sangue sulle lenzuola, pruriti, pelle arrossata. Quando sul bianco della parete l’occhio cade su un puntino nero in movimento, grande più o meno come il seme di una mela, è già troppo tardi: la casa è infestata dai ‘bed bugs’.

Questa l'esperienza vissuta da un newyorkese su 15 l’anno scorso, che ha spinto il sindaco Michael Bloomberg a prendere provvedimenti contro una vera e propria emergenza. Il comune ha annunciato l’inizio di un piano per sconfiggere i bed bugs, che comprende una campagna di sensibilizzazione e la nomina di un super-esperto, un entomologo, alla guida della battaglia.

I bed bugs, insetti della famiglia delle cimici che si nutrono semplicemente di sangue, sono da tempo un problema a New York ma negli ultimi tempi si sono diffusi ad un ritmo senza precedenti.
Il governo non può trattarli come una calamità perché non diffondono malattie e non sono una minaccia alla salute pubblica. Il costo per le persone in termini di stress e anche monetario è però altissimo. Vestiti, coperte, lenzuola, scarpe e praticamente qualsiasi tipo di tessuto deve essere lavato perché potenziale veicolo per gli insetti. Materassi e cuscini spesso vanno gettati. E ci vogliono quasi due mesi per giudicare se una disinfestazione abbia avuto successo.
I bed bugs possono vivere infatti nelle crepe dei muri, del pavimento, nei mobili, negli armadi e perfino nelle cornici dei quadri. Molte persone, specialmente quelle con reddito più basso, faticano a liberarsene e per questo la città di New York ha destinato già almeno 500.000 dollari alla campagna anti bed bugs.

E’ un problema che non riguarda solo New York, visto che la Environmental Protection Agency, un’agenzia federale, l’anno scorso ha ospitato il suo primo summit nazionale sui bed bugs.

Ma è chiaramente New York l’epicentro del problema. Secondo una ricerca del comune un’abitazione su 6 della città ha avuto problemi di bed bugs l’anno scorso, il che si traduce in circa 400.000 persone.
E’ tuttavia difficile quantificare con esattezza la gravità della situazione, visto anche il problema socialmente debilitante di avere i bed bugs, che imprimono un marchio di povertà o di scarsa pulizia.
La realtà è ben diversa però: i bed bugs esistono nelle case popolari del Bronx come nei lussuosi condomini di Manhattan. Ristoranti, cinema, teatri e neanche le boutique alla moda sono al sicuro. Recentemente un negozio di Hollister a Soho, uno di Abercombie & Fitch nel Financial District e uno di Victoria’s Secret nell’Upper East Side hanno tutti dovuto chiudere per via dei bed bugs.

Il mistero ancora insoluto è la comparsa stessa dei bed bugs, che erano praticamente scomparsi dal dopoguerra fino a pochi anni fa. Alcuni incolpano del loro ritorno l’aumento dei viaggi aerei globali, mentre per altri la causa è stata la messa al bando di potenti pesticidi come il Ddt.

Comunque sia, almeno per chi vive a New York, i bed bugs sono per adesso una realtà e le autorità dicono che i cittadini dovranno abituarsi a calcolarli nella loro routine igenica: lavanderie più frequenti, attenzione nei posti pubblici, in particolare nelle stanze d'albergo, e controlli periodici della propria casa.

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Federico Soncini
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