Il presidente greco George Papandreou ha incontrato ieri il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ma ha detto di non voler chiedere aiuto agli Stati Uniti per risolvere i problemi finanziari del suo paese. Invece il premier ellenico ha detto di voler coinvolgere Obama nell’introduzione di riforme internazionali contro le speculazioni finanziarie.
Dopo l’incontro, avvenuto nello studio Ovale alla Casa Bianca, Papandreou ha detto di avero parlato a Obama delle misure economiche d’emergenza adottate dalla Grecia per affrontare il problema dei sui enormi deficit e ricostruire l’economia.“Quello che stiamo facendo in primo luogo è rilanciare l’economia. Stiamo adottando misure per mettere la nostra economia sul binario giusto”, ha detto.
Il premier ha commentato con favore la notizia che la Commissione Europea sosterrà una proposta di Francia e Germania per riformare il mercato dei credit default swaps – che vale circa 40 miliardi di dollari. Potenzialmente è anche prevista la messa al bando dei Cds, famigerati contratti derivati che per molti sono alla base anche della crisi finanziaria americana di due anni fa. Sulla proposta “c’è solidarietà”, ha detto Papandreou, “Non consentirà agli speculatori di giocare con la stabilità dell’euro zona”.
Il premier greco ha aggiunto che di aver trovato in Obama una “risposta positiva” al piano europeo. “Questo significa che questo problema sarà sull’agenda del prossimo incontro del G-20”.
Lunedì, in un discorso alla Brooking Institution, Papandreou aveva parlato della possibilità che una crisi della Grecia potesse espandersi oltre l'Europa se non si agirà contro "gli speculatori senza principi" e i mercati finanziari "privi di regolamentazione".
"Una crisi dell'euro potrebbe avere un effetto domino, facendo salire i tassi di interesse per altri paesi con ampi deficit e causando volatilità nei mercati dei bond e valutari di tutto il mondo", ha detto.
ll premier greco è reduce da una settimana difficile in cui il suo governo ha annunciato un piano di tagli alle spese pubbliche grazie al quale Atene ha potuto vendere bond per 5 miliardi di euro. In aprile e maggio per la Grecia si profilano oltre 20 miliardi di euro di debiti in scadenza.
Al margine dell'incontro di ieri la Casa Bianca ha aggiunto che i problemi fiscali della Grecia "possono e devono" essere risolti dall'Unione Europea, negando così la possibilità di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel salvataggio. "Questo è un problema dell'Unione Europea", ha detto il portavoce del governo Robert Gibbs, "e ha tutte le capacità per risolverlo".
Prima di Obama, Papandreou ha incontrato il presidente della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi, il presidente della commissione Affari Esteri della Camera Howard Berman, insieme al leader repubblicano di quella commissione Ileana Ros-Lehtinen.
“Il popolo greco può essere sicuro che gli Stati Uniti saranno al suo fianco in questo momento cruciale”, ha detto Pelosi.









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