New York -   

L'intervista

Perché tanto accanimento contro Tiger Woods?

Ha chiesto scusa ma perché tanto accanimento contro di lui? America24 ne ha parlato con il giornalista Michael Wolff

Dopo tre mesi di silenzio e di assenza dai campi di golf Tiger Woods ha chiesto scusa alla moglie, ai figli, ai fan e agli sponsor per le sue scappatelle. "Sono profondamente dispiaciuto, ho molto da farmi perdonare, sono stato un egoista e la colpa di quanto è successo è solo mia" ha detto con aria contrita venerdì in diretta dal Sawgrass di Ponte Vedra Beach, club privato della Florida. Ma perché tanto accanimento contro questa stella americana del golf? Molti degli sponsor che lo avevano scaricato nel momento in cui è scoppiato lo scandalo, lo scorso dicembre, lo hanno perdonato solo nel momento delle scuse pubbliche. Tra questi i big AT&T and Accenture. Altri invece, come Nike, Gillette e Gatorade non hanno mai smesso di sostenerlo. Ma perché uno sportivo viene messo alla berlina e un politico si deve dimettere se spuntano delle amanti mentre un attore o il campione di un altro tipo di sport aggiunge solo valore al proprio personaggio se conquista la fama di Casanova incallito?

America24 ne ha parlato con il giornalista americano Michael Wolff, editorialista di Vanity Fair e autore della biografia sul tycoon dei media Rupert Murdoch, “The Man Who Owns the News”. “Esiste un'algebra di standard per cui - spiega Wolff - andare a letto con tante donne per certi attori è dovuto, anche per certi sportivi, mentre per altri non è assolutamente permesso”.

A proposito di scandali politico-sessuali non si può non citare una delle famiglie più chiacchierate degli Stati Uniti, i Kennedy. E' in fase di produzione una mini-serie intitolata “The Kennedys” di Joel Surnow, creatore della serie tv “24”, in cui vengono rivelati i presunti segreti della vita privata della potente famiglia. Compresi particolari pruriginosi della loro vita sessuale. La cosa non è piaciuta ai fan dei Kennedy che parlano di linciaggio repubblicano contro la famiglia democratica. Per questo il film maker Robert Greenwald ha girato un anti-documentario intitolato “Stop the kennedy smears” ed è stato creato un sito omonimo per la raccolta di petizioni per fermare la mini serie di Surnow. “Non è mai stato girato un documentario negativo sui Kennedy - dice Wolff - mi stupisce che ora lo si voglia condannare”. Tra gli scandali recenti che hanno mescolato sesso e potere vale la pena confrontare i diversi trattamenti riservati all'ex governatore democratico di New York Leo Spitzer, costretto a dimettersi dopo la scoperta della sua frequentazione con prostitute, e l'ex presidente Bill Clinton, invece assolto dal caso Monica Lewinsky. “Nel caso di Clinto - spiega il giornalista americano - tutti sapevano che da sempre andava a letto con qualsiasi donna gli capitasse a tiro. La Lewinky era stata solo l'ultima di una lunga serie. Mentre nel caso di Spitzer nessuno se lo aspettava. E' la menzogna in questo caso ad essere condannata. Come del resto è successo a Woods: sembrava un bravo ragazzo finché non sono saltate fuori almeno una decina di amanti”.

Tutt'altre reazioni ha scatenato invece la biografia di Peter Biskind dedicata a Warren Beatty, "Come Warren Beatty ha sedotto l'America" ("How Warren Beatty Seduced America") in cui emerge che l'attore sia andato a letto. Nonostante l'avvocato dell'attore abbia smentito la notizia e minacciato legalmente l'autore del libro, l'incredibile numero di amanti ha portato ulteriore fama a Beatty. Al punto che un altro celebre Casanova del grande schermo, Jack Nicholson, ha apostrofato in maniera bonaria il collega chiamandolo “the pro”, il professionista, per i meriti ottenuti con il suo 'hobby preferito'.

Tuttavia Beatty non detiene il record assoluto di amanti. Secondo un documentario di Ian Halperin, il primato spetta al leader cubano Fidel Castro, 35 mila donne, seguito dal campione di basket Wilt Chamberlain, 20mila amanti, Beatty, con le sue quasi 13mila donne, Umberto Billo, facchino del Venetian hotel di Las Vegas (8mila) e dall'attore Charlie Sheen (5mila). Solo all'ottavo posto Hugh Hefner, patron di Playboy.

Per quanto riguarda seduzione e moralità in un confronto Italia-Usa Wolff ritiene che molta della moralità un po' schizzofrenica diffusa negli Stati Uniti sia finita in Italia e nei media tramite internet e gli altri mezzi di comunicazione. “Ormai, con questa grande diffusione di notizie ovunque - afferma - è sempre più difficile separare e nascondere la vita privata da quella pubblica, soprattutto se si è un personaggio famoso. E forse è anche sbagliato”.

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