Il protagonista di "Point Omega", l'ultimo romanzo di Don DeLillo, è uno studioso che ai tempi dell'invasione americana dell'Iraq collabora col Pentagono alla realizzazione del quadro intellettuale per giustificare la guerra.
Richard Elster è una sorta di intellettuale neo-con, di quelli che hanno dominato il dibattito geo-politco negli anni amministrazione Bush. Ricorda la spavalderia di Paul Wofowitz e Donald Rumsfeld, ma anche lo stile del classico uomo di intrighi di Washington come Robert McNamara.
DeLillo, il cui romanzo più noto è Underworld - un grandioso affresco del XX secolo - continua nella sua esplorazione dell'America contemporanea, fondendo come sempre la dimensione privata dei suoi persoanggi con quella sconfinata della Storia. La misteriosa scomparsa della figlia costringerà Elster ad uscire dalla sua dimensione distaccata e speculativa, che lo ha reso insensibile alle sofferenze causate dalla sue azioni.
Il libro, che riprende temi caratteristici di DeLillo come la paranoia, l'alienazione e il desiderio represso, non è stato accolto con favore dalla critica. Michiko Kakutani, sul New York Times, ha sottolineato "il ritratto semplicistico del protagonista", concludendo che, nonostante alcuni pregi "c'è qualcosa di soffocante nell'intera opera. A differenza delle persone che popolano i suoi romanzi migliori" i personaggi di questo romanzo "non vivono in un'America riconoscibile o in una realtà riconoscibile".








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