L’intervento del governo americano sull’economia ha funzionato, ha evitato una seconda Depressione. Lo hanno ripetuto più volte, prima il governo Bush, che approvò nel 2008, al culmine della crisi di Wall Street, il salvataggio del sistema finanziario, poi Obama, che fece passare un pacchetto di stimoli da 800 miliardi di dollari. Ma ora due influenti economisti, attraverso modelli matematici, sostengono di avere le prove scientifiche della validità dell’azione del governo.
In uno studio, citato dal New York Times, i due economisti affermano che se il governo non avesse agito, il Pil statunitense quest’anno sarebbe inferiore del 6,5 per cento. Inoltre, ci sarebbero 8,5 milioni di posti di lavoro in meno, e l’economia sarebbe alle prese con una deflazione invece di una leggera inflazione.
Quella di Alan Blinder, ex vice presidente della Fed, e Mark Zandi, capo degli analisti di Moody,s, è la prima analisi scientifica degli affetti dell’intervento dello stato sull’economia americano. “Anche se l’efficacia delle azioni dei singoli individui può essere discussa, non ci sono dubbi che complessivamente l’intervento del governo sia stato benedico”, si legge nel documento.

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