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Auto e politica

Venerdì giro d'onore Obama a Detroit, da Chrysler a caccia di consenso

Per il presidente i colossi dell'auto sono "metafora del successo" della strategia economica

La ripresa del settore automobilistico americano come paradigma della crescita del paese, meglio ancora come conferma che la strategia economica della Casa Bianca funziona. Con questo spirito Barack Obama domani va a Detroit, per una visita a metà fra il giro d’onore e il tentativo di risollevare il proprio tasso di popolarità in vista delle elezioni di metà mandato a novembre.

Il presidente americano domani visiterà lo stabilimento Hamtramck di General Motors (uno dei nove che rimarranno aperti per fare fronte alla domanda nel consueto periodo di chiusura estiva) e Jefferson North Assembly di Chrysler, dove è stato di recente aggiunto un secondo turno di lavoro che consentirà di aggiungere 1.100 posti di lavoro. Ad accogliere Obama da Chrysler, controllata da Fiat, ci sarà l’amministratore delegato Sergio Marchionne.

Obama prenderà i colossi automobilistici come esempio, spiegando che i miliardi di dollari di aiuti concessi e il passaggio da un’amministrazione controllata guidata dal Governo hanno dato i frutti sperati. “E’ una metafora di come l’approccio della presidenza all’economia nel suo complesso – prendere decisioni difficili, poco digeribili nel breve termine ma preziose per creare le fondamenta della futura crescita”, ha detto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs.

Con un tasso di disoccupazione ancora fuori da livelli di guardia, - 9,5% in giugno, - Obama dovrà fare leva sul fatto che la rinascita finanziaria delle due società (Chrysler è attesa alla prova dei conti il prossimo 9 agosto e gli analisti prevedono risultati di bilancio positivi, Gm è tornata in attivo a inizio anno, trasformando le perdite per quasi 6 miliardi di dollari del 2009 in profitti per 865 milioni) ha contribuito anche a salvare migliaia di posti di lavoro.

Gli americani al riguardo sono molto scettici, - soprattutto in Michigan, dove il tasso di disoccupazione è sopra il 10% - come del resto mostrano i recenti sondaggi secondo cui appena un cittadino su quattro è convinto che il 44esimo presidente stia gestendo come si deve la difficile congiuntura economica. Obama “è ansioso di visitare i due stabilimenti, è ansioso di parlare della loro storia e penso sia una storia molto positiva”, ha detto Gibbs, facendo riferimento al fatto che quando il presidente è stato eletto chiusure di fabbriche e licenziamenti erano all’ordine del giorno, nonostante gli aiuti già concessi dall’amministrazione Bush.

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Stefania Arcudi
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