Nessuna bolla nella Silicon Valley

17 Giugno 2011, 14:58

Platero: Mi ha colpito l’esclusione di Microsoft dalla banda dei quattro citata da Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google, nel corso del forum All Things Digital che si è teneuto a Los Angeles all'inizio del mese. Qual è la tua impressione?

 

Rattazzi: E’ una domanda un po’ difficile, se tu guardi la storia di Silicon Valley, come ha detto Eric Schmidt, le compagnie crescono, vanno molto bene, poi arrivano ad un periodo della loro vita dove le cose continuano ad andare avanti ma la crescita non c’è più e la visione si è persa. Oggi nessuno che fa partire una nuova compagnia dice vediamo cosa sta facendo l’IBM perché mi devo difendere dall’IBM o devo seguire la visione dell’IBM. Io direi che la stessa cosa è successa a Microsoft: oggi nessuno dice vediamo dove sta andando la Microsoft perché loro sono più furbi degli altri e vedono il futuro meglio degli altri. Quindi una compagnia gigantesca con enormi profitti, con tante persone che però diciamo non è più all’avanguardia e quindi la gente non la segue più da un punto di vista strategico, dicendo: dove andiamo? Quindi questo è un po’ quello che sta succedendo. Oggi ci sono compagnie come Apple, come Google, come Amazon. Tutti guardano per vedere cosa stanno facendo, Amazon per quello che riguarda quello che chiamano la Cloud, questa nube di informazioni o Google per quello che sta facendo nel campo mobile o Apple anche per il mondo mobile e per il mondo Cloud. Mentre invece Microsoft sebbene sia grande non la segue più nessuno. Le azioni sono più o meno piatte da un numero di anni, quindi diciamo una compagnia molto matura che non è più al centro dell’attenzione.

 

Platero: Raccontaci la tua storia, come sei arrivato a Silicon Valley? Tu di dove sei?

 

Rattazzi: Io sono di Roma. È successa una cosa strana: io facevo il fisico nucleare e conobbi Emilio Segrè, premio Nobel per la fisica, che stava a Berkeley ed era venuto in Italia per lavorare due anni. Lo conobbi per caso, incominciai a lavorare con lui e dopo la laurea lui mi offrì l’opportunità di venire a Berkeley per fare ricerca e un po’ d’insegnamento. Quindi mi trasferii a Berkeley nel 1976 a lavorare e mentre lavoravo a Berkeley scoprii che il mio interesse era più nel mondo dei computer, del software che della fisica. Quindi attraverso quattro anni, studiando il mondo dell’ingegneria elettronica e il mondo dell’informatica da una parte e insegnando fisica dall’altra, ho avuto una trasformazione di me stesso che nel 1980 mi ha fatto trasferire a Silicon Valley quando si stava all’inizio del mondo del personal computer che nel 1980 ancora non esisteva.

 

Platero: Come nascono le idee? Cosa possiamo dire ai nostri giovani che ci ascoltano e che magari sognano di potersi inventare uno start-up nel settore elettronico? Ci vuole un ambiente come quello di Silicon Valley che aiuta la formazione, la creazione di idee e poi la realizzazione, dove c’è un ecosistema con fondi d’investimento, oppure anche da una semplice idea può nascere qualche cosa d’importante?

 

Rattazzi: Secondo me da una semplice idea può nascere qualcosa d’importante. Però le compagnie o le persone che tipicamente hanno successo uniscono una visione, un’idea e poi la capacita’ di realizzare la loro idea. Ora, per realizzare un’idea ci vuole un’infrastruttura. Quello che è molto bello in Silicon Valley è che ci stanno i venture capitalist che investono in un’idea, bastano due persone con un’idea brillante e gli danno i soldi per partire, le banche li aiutano, altre compagnie incominciano a comprare i loro prodotti. L’Italia e’ un paese dove trovare capitali non e’ facile, le banche non prestano soldi a piccole compagnie, i consumatori sono molto più restii a comprare da una compagnia che non si e’ mai sentita nominare, quindi diciamo non c’è l’ecosistema che esiste qui. In Italia io non lo vedo.

 

Platero: Ecco però un ecosistema che qualcuno dice porta anche a delle bolle di borsa, se ne parla molto. Sei d’accordo, esiste un rischio bolla?

 

R: È difficile dirlo. Prima cosa le bolla oramai non sono più in Silicon Valley ma sono mondiali, se guardiamo la bolla delle case del real estate ha un pochino toccato tutto il mondo perche’ oramai stiamo in un’economia globale quindi quello che succede in America, succede in Europa, succede in Asia. Ora se c’è una bolla in alta tecnologia e’ difficile perché è vero che le valutazioni sono alte ma i livelli di crescita sono incredibili. Se guardiamo Groupon che ha appena fatto domanda per listare le azioni in Borsa. Groupon sono andati da non avere vendite nel primo anno, a fare 10 milioni nel secondo anno, a fare 670 milioni nel terzo anno e nel quarto anno che è il 2011 hanno fatto 670 milioni nel primo trimestre. Quindi una crescita che non si e’ mai vista nel mondo, in nessuna industria 67 volte da un anno all’altro. Quindi qual e’ la valutazione di queste crescite che fino a un anno fa che non esisteva lo sviluppo di internet che abbiamo oggi non erano pensabili? Quindi e’ molto difficile da dire perché è vero stiamo entrando in un nuovo mondo ma uno potrebbe anche vederlo come la trasformazione dalla gente che girava col carretto e il cavallo alle macchine che sono diventate un business di centinaia di migliaia di dollari. Quindi possiamo anche dire questo nuovo mondo di internet che permette a nuove compagnie di avere crescite che erano impensate fino a anche tre anni fa, qual è la valutazione giusta? Non lo so, ma non è facile da determinare.

 

Platero: Vorrei fare un paio di anticipazioni su quello che sta facendo Gianluca Rattazzi e cioè sta anche lui portando questo suo start-up Envivio in Borsa. Vi racconto che cos’è’ Envivio... Ci puoi parlare della tecnologia?

 

Rattazzi: La compagnia è partita nel 2000 come uno spin-off da France Telecom. Il fondatore è la persona che ha inventato tutti i brevetti su questo nuovo formato che si chiama mpeg4 e la compagnia a questo punto ha oltre 300 clienti che sono i grossi clienti nel mondo che offrono servizio di cable o di internet o di mobile e siamo distribuiti in oltre 50 nazioni.

 

Platero: E qual e’ il vantaggio della vostra tecnologia rispetto ad altri concorrenti?

 

Rattazzi: È l’abilità per chi la usa di poter mandare simultaneamente chiamiamole immagini, video, film o televisione, programmi in tempo reale come partite di sport a ogni device, che può essere una televisione, un iPad, un iPhone o un computer, usando qualunque network, che può essere il cavo, il satellite, il 3G o il 4G ecc.

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