Elisa: ‘Da giovane ero confusa, ipersensibile e mi sentivo alienata’


Incontro all’Istituto italiano di cultura di New York, in occasione dell'uscita del suo album "Steppin' on Water"


15.03.12

11:19

Scarpe da ginnastica e camicia, seduta su un divanetto. Così la cantante Elisa ha incontrato ieri America24 all’Istituto italiano di cultura di New York, in occasione dell'uscita negli Stati Uniti del suo nuovo album, “Steppin’on Water”, il terzo lanciato negli Stati Uniti. “Per me essere qui a New York è come camminare sull’acqua e mi sento felice” ha detto la cantante che martedì sera si è esibita nel locale 'The Living Room', a sud di Manhattan, ed è stata ospite del programma televisivo di Fox5, 'Good Day NY'.

A seguire l’intera produzione artistica del nuovo disco - distribuito da Decca/Sugar - sono stati Elisa e Andrea Rigonat (suo compagno e chitarrista della band). “Quello dell’autoproduzione è un soggetto piuttosto caldo: molti produttori tendono a criticarlo perché per loro è come se un cantante facesse due lavori al contempo – ci ha detto Elisa - è un percorso piuttosto difficile perché bisogna essere oggettivi ma soprattutto sapersi autogiudicare. Ma, se si ha una chiara visione della musica che si vuole ascoltare e dove si vuole arrivare, è un'esperienza positiva che permette di sperimentare cose nuove e perché no, anche più strane”.

L’album è una raccolta di brani - come la versione inglese de "Gli ostacoli del cuore" e i successi del disco "Ivy" - in cui prevalgono la chitarra e il pianoforte. E tra le canzoni spicca “Apologize” che, scritta da Andrea Guerra, si allontana particolarmente dallo stile della cantante di Monfalcone. “Ciò che mi ha colpito di più di ‘Apologize’ sono l’ironia e il ritmo forse un po’ inusuale e anche vintage. Fin dall’inizio ho capito che ai miei fan sarebbe piaciuta” ha affermato Elisa. Ma il disco contiene anche alcuni inediti come “Love is Requited” diventato la colonna sonora di “Someday this pain will be useful to you” (“Un giorno questo dolore ti sarà utile”), un film diretto da Roberto Faenza, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore americano Peter Cameron, con Toby Regdo (“Harry Potter e i doni della morte: Parte I”) e Marcia Gay Harden (“Into the Wild”).

Elisa ci ha subito detto che ha provato un senso di dolcezza e comprensione per il protagonista del film, un diciassettenne in piena crisi esistenziale e con i genitori separati. Stando alle sue parole, “è un ragazzo molto sensibile e profondo che mi ha suscitato molta tenerezza”. Ma la cantante non ha fatto segreto del vero motivo e con un sorriso e lo sguardo fisso verso il pavimento ci ha rivelato che “mi sono riconosciuta in questo personaggio perché so che cosa vuole dire sentirsi soli. Anche io quando avevo quell’età ero come lui. Avevo per la testa molte domande, ero confusa ma soprattutto ipersensibile e mi sentivo molto alienata. Sono arrivata ad avere anche degli attacchi di panico. E’ molto difficile sentirsi soli proprio quando si è in una età in cui si ha bisogno degli altri".

E prima di lasciarci e abbracciare la figlia Emma di due anni, ci ha ancora detto che "il film di Faenza è proprio riuscito a mettere in luce temi importanti, come il saper crescere e diventare adulti. E in una città grande come New York non è poi così facile".

 

Ecco il video di 'Good Day NY':

Elisa: MyFoxNY.com

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