Obamacare non più a rischio, ora tocca agli Stati attuarla entro il gennaio 2014
La riforma sanitaria negli Stati Uniti resterà in piedi, grazie alla conferma del presidente, Barack Obama. Gli Stati dovranno attuarla entro il primo gennaio 2014. Il 28 giugno, l'Obamacare era passata al vaglio della Corte Suprema, che ne aveva in gran parte sancito la legittimità costituzionale.
Quasi un americano su due vuole che sia abrogata o emendata, ma non sembrano più esserci ostacoli alla sua applicazione a livello federale. A livello statale, le amministrazioni dovranno stabilire quali cittadini rientreranno nei requisiti di reddito per ottenere la copertura sanitaria.
Un'altra decisione importante riguarda la creazione di un proprio mercato, alternativo a quello federale, per la vendita delle polizze, e andrà presa entro il 16 novembre 2013. A oggi, sono solo sedici gli Stati ad aver scelto la strada da percorrere. Altri, governati da repubblicani, come Arizona, Idaho, New Jersey, Virginia e Tennessee, hanno promesso di prendere una decisione nei dieci giorni successivi alle elezioni di martedì scorso.
Secondo la Corte Suprema, gli Stati non sono tenuti a espandere Medicaid, il programma federale sanitario che provvede a fornire aiuti agli individui e alle famiglie a basso reddito. Quelli che scelgono di contribuire all'espansione godranno della copertura federale totale dei costi per i primi tre anni, e poi del 90% a partire dal 2020.
Tra i favorevoli all'espansione, proprietari e azionisti degli ospedali hanno già iniziato le attività di lobby negli Stati indecisi. Credono infatti che la crescita del numero di utenze via Medicaid compenserebbe le perdite legate all'abbassamento delle tariffe dei rimborsi imposto dall'Obamacare.