Romney spiazza Obama, vince il primo dibattito in diretta tv
Fiacco. Poco ispirato. Sulla difensiva. Il presidente americano Barack Obama ha perso a sorpresa il primo dibattito in diretta tv a un mese dal voto, rilanciando forse le chance del suo sfidante Mitt Romney, da settimane in difficoltà nei sondaggi. Il faccia a faccia, che si è tenuto questa notte a Denver, coincideva con l’anniversario di matrimonio del presidente e della first lady Michelle. Il presidente ha esordito con un rimpianto: avrebbe voluto festeggiarlo in privato anziché di fronte a 40 milioni di spettatori. Molti democratici, a cose fatte, la pensano allo stesso modo.
Ma non è stata una festa: Romney non solo non è finito al tappeto come pronosticavano gli addetti ai lavori, ma è uscito dal dibattito (qui la trascrizione integrale) rafforzato su molti suoi punti deboli: è apparso sicuro di sè, autorevole, ha saputo tenere testa al presidente su molti fronti, dal debito pubblico all’occupazione, e in nessuna occasione si è mostrato ingessato o a disagio.
Alla passione e la verve di Romney, Obama, forse sorpreso, ha risposto senza osare, senza rischiare, senza attaccare l’avversario sui suoi punti deboli. Il presidente - in testa nei sondaggi in molti stati chiave come Florida e Ohio - ha scelto di non strafare. E, in serata no, Obama ha esagerato nella prudenza, contribuendo a far risaltare la performance di Romney. Sul finale ha dimenticato le regole auree dei dibattiti e sfiorato la gaffe immaginando “tutte le cose che dice di voler fare nel suo primo giorno alla Casa Bianca”. Davvero se lo immagina?
E’ andata così male che a dibattito finito persino David Axelrod, lo stratega elettorale di Obama, non ha trovato nulla di buono da dire. “La vittoria non si misura a caldo - ha detto, anche lui con il muso lungo - e Romney pagherà le cose di cui ha parlato questa sera”.
Axelrod commentava i primi sondaggi a caldo, disastrosi: per Cnn il 67% del pubblico ha dato la vittoria a Romney, solo il 25 a Obama. Simile il trend su Cbs: un sondaggio su un campione di indecisi ha indicato in Romney il vincitore con il 47% dei consensi, Obama al 22% mentre per il 32% è finita con un pareggio.
Se Romney ha avuto la meglio nel duello dello stile e della personalità, ha tuttavia difeso e ribadito politiche estremamente controverse, su tutte una drastica riforma delle pensioni e della assistenza medica per gli anziani (Medicare). Obama lo ha a lungo tenuto su questi temi, con alcune battute efficaci. La Florida, lo Stato dei pensionati, e l’Ohio, lo Stato dei disoccupati, decideranno le elezioni.
Ma non ci sono stati KO - Obama non ha fatto scivoloni - e il buon dibattito di Romney potrebbe non bastare. Andò in maniera simile nel primo faccia a faccia tra il presidente George W. Bush e lo sfidante democratico John Kerry nel 2004. A Kerry riuscì una vittoria a sorpresa ma lo slancio non fu sufficiente. I democratici suonarono la carica, con nuove speranze di vittoria ma nei sondaggi Bush rimase davanti di misura.
I democratici eccellenti sono delusi. Su tutti Michael Moore, il regista di Farhenheit 9/11, che ha commentato la disfatta con sarcasmo: "E' quello che succede quando si sceglie John Kerry come allenatore".
Tra i momenti migliori della serata, che abbiamo seguito in diretta con il nostro live blog e con il live tweeting di Mario Platero, ne ricordiamo alcuni.
La promessa di Romney di togliere, se eletto, i fondi pubblici a Pbs, l’emittente pubblica che manda in onda Sesame Street, il programma educativo per bambini più longevo e popolare al mondo.
A Romney ha messo a segno numerosi colpi. Sul debito: “Avevi promesso di ridurre il debito pubblico, sei stato presidente per quattro anni e il debito è cresciuto”. Rispondendo alle critiche sulla riduzione delle tasse ai ricchi: “Presidente, lei è abituato a usare un aereo di Stato, ma ha perso l’abitudine coi dati di fatto”. Rispondendo alla critica sui tassi alla scuola: “Con quello che ha sprecato sull’energia pulita avrebbe potuto assumere due milioni di insegnanti”.
Obama non ha brillato neppure nell’appello finale (un testo preparato) limitandosi a dire che la sua fiducia nella forza dell'America è intatta. “Non sono perfetto ma vi prometto che continuerò a combattere per voi”, ha detto. Viene alla memoria la promessa di Bill Clinton di stare dalla parte della classe media "until the last dog dies", fino alla fine. Ma la passione questa notte non c’era nella voce di Obama. (Pier Paolo Bozzano)

